L'osteria è una chicca della cucina emiliana. Risale agli anni 20 ed è resuscitata recentemente nelle mani esperte di Cristina e Luca.

Nella cantina si respirano i profumi della storia culinaria della zona. Nella sala degli appesi ci sentiamo avvolti dagli inebrianti effluvi sprigionati per effetto dei sali sulle carni e torniamo indietro nel tempo all'arte paziente della conservazione di nonni e bisnonni. L'osteria, immersa nella verde campagna emiliana, non a caso si trova sulla via dei traffici di sale fra Salsomaggiore e Fidenza sull'asse Parma - Piacenza.



La sala delle degustazioni è ampia, calda e familiare. Viene utilizzata anche per riunioni aziendali: che senso hanno i numeri se non si rinfranca il corpo e lo spirito con atmosfere come queste, catapulte per la nostra immaginazione?

Grazie ad un giorno di sole marzolino, assaggiamo la primavera che sarà anche quest'anno. Ci affidiamo prima alle mani della razdora Cristina e al naso dell'oste Luca. Ci immergiamo poi nella rilassante campagna circostante.

Venendo alle prelibatezze offerte dall'osteria, iniziamo con prosciutto, culatello, salame, pancetta e polentina fritta. Con cautela, visto che abbiamo sbirciato un menu straricco.

Pasta e dolci sono tutti tutti fatti in casa dalla razdora e dalla sua brigata. 



I primi meritano veramente l'attenzione più speciale.

Assaggiare le mezze maniche ripiene in brodo è una esperienza fisica e intellettuale insieme. Questo piatto recupera la tradizione in un modo unico. Viene voglia  di  sperimentarlo con amici e parenti. Impasto di parmiggiano, pane e uovo, sfoglia sottile arrotolata e taglio a tronchetto.

Che dire poi dell'accostamento dei sapori e dell'impiattamento degli gnocchetti con asparagi e pancetta? Colori, forme, odori e sapori sono in armonia perfetta fra di loro e con questa giornata rubata alla primavera.


Nei secondi merita una nota la coppa di maiale con cipolle di tropea caramellate, abbinamento superbo.

Per chi ama l'agnello, le costolette con i caciofi sono ben cotte e presentate. Più sobrie come gusto rispetto al resto del menu, danno varietà di scelta e leggerezza per una rivisitazione dei secondi della tradizione in chiave di moderna dietetica.



Gli abbinamenti degli ingredienti nei dolci sono studiati con attenzione.

Se avete esagerato ed il menù vi ha preso la mano, per alleviare le vostre membra interne non c'è niente di meglio della frescheza del sorbetto al limone e zenzero con quella sferzata amara delle bucce che, a questo punto, ci sta a pennello.










Altrimenti, tuffatevi senza ritegno sulle creme sontuose e godetevi la lussuria di mascarponi, zabaioni e cioccolati che accompagnano generosamente torte, tenerine, sbrisolone, semifreddi e  gelati. Noi abbiamo scelto:
  • Gelato alla crema con zabaione e cioccolato e fragole
  • Tenerina al cioccolato Amadei calda con zabaione e gelato alla crema
  • Torta di mele calda con gelato alla cannella e filettini di mele



Ottimo anche il servizio caldo e familiare di sala e la buona selezioni dei vini offerta dall'appassionato Luca. Difficile trovare osti che sanno creare un clima così armonioso dove tutto fila liscio e i commensali possono pensare alle loro conversazioni senza preoccupazioni. Sotto ci deve essere grande organizzazione e molto amore. Grazie Luca e Cristina per questa domenica spensiertata e di grande gusto!



Osteria di Fornio
Via Fornio, 8
località Fornio - Fidenza (PR)
telefono: 0524 60118
www.osteriafornio.it

Chiusura: lunedì sera e martedì tutto il giorno.

Prezzo: abbiamo speso 35 Euro a testa

Tipologia: trattoria
Cucina: genuina, tradizionale e fantasiosa
Ambiente: antica osteria finemente ristrutturata e molto accogliente 




Fotografie: Gioia G.

Autore: Fulvia B.


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16 Mar 2014

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